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Riflessione: la tecnologia non è sempre a portata di tutti

 
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Riflessione: la tecnologia non è sempre a portata di tutti
by VEGNI MARTA - Monday, 31 October 2016, 1:53 AM
 

Ciao a tutti!! Dai post, dagli spunti e dai vari link proposti sono emersi tanti aspetti della tecnologia che fino ad ora ignoravo. Io che credevo di far parte della nuova era , ma devo ammettere che mi sono scoperta un'antenata. Sono emerse molte idee di lavoro da attuare nelle scuole,  nelle classi con gli alunni, e perché no anche tra le insegnanti. Tutto molto bello, ma c'è un però... Io provengo da una cittadina in provincia si Siena, non è il Burundi o chissà quale angolo degradato di una favelas, ma siamo in Italia e nelle scuole dove sono stata oltre ai bambini firmati da capo a piedi ci sono anche figli di immigrati e figli di poveri diavoli che faticano ad arrivare a fine mese. Una volta ,in terza , un bambino aveva finito penne e gomma, e scherzando lo fece presente al maestro. Questo stando al gioco rispose al bambino che forse la mamma era un po' sbadata in quel periodo e che  si era dimenticata di comprargliele. La risposta del piccolo però non fu molto felice:  esordì dicendo che la mamma gli avrebbe comprato la penna appena il padre  riceveva  lo stipendio. Questa è la storia di un bambino italiano, che non è dovuto salire su un barcone per scappare ad una guerra o perché faceva la fame. Questa è la storia di un piccolo alunno che ho avuto il piacere di incontrare,  e come lui nella sua classe ce ne sono altri. C'è il bambino sballottato da una casa famiglia all'altra perché il padre è in galera e ci sono le gemelline senegalesi che vengono a scuola con grembiuli lisi e sudicio.  Ora io mi domando nella mia ignoranza: come possiamo coinvolgere questi bambini nelle belle attività didattiche, come quella del pad raccontata dal professore, dove si era creata una rete tra gli alunni della classe, se questi bambini, rammentati sopra, hanno a malapena i soldi per due penne? Non possiamo certo chiedergli di comprare un computer e un abbonamento ad internet!! Mi chiedo allora: ricorrere ad una didattica ricolma di tecnologia con bambini che non possono sperimentala a casa, a causa della loro condizione, non è più un esclusione invece che "un'inclusione"? Non si rischia di produrre invidia e frustrazione? 

La mia riflessione non vuole essere una critica nei confronti della tecnologia, ma un modo per ricordare che pensiamo anche a chi abbiamo davanti nelle nostre classi. Pensiamo a dove lavoriamo, perché è inutile pretendere mille stratagemmi 2.0 se poi non ci sono soldi per comprare la carta igienica, pennarelli nuovi o semplicemente 3 euro per 2 penne cancellabili e una gomma.  Purtroppo la tecnologia non è detto che sia a portata di tutti. 


Un saluto Marta Vegni

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Re: Riflessione: la tecnologia non è sempre a portata di tutti
by CARLI GIOVANNI - Monday, 31 October 2016, 8:09 AM
 

Marta  sono estremamente d'accordo con te! 

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Re: Riflessione: la tecnologia non è sempre a portata di tutti
by AIAZZI ELEONORA - Monday, 31 October 2016, 1:07 PM
 

Ciao !

Questa tua riflessione è carica di significato perchè mostra un lato della nostra scuola non certo piacevole. Tutti/e noi siamo al corrente dei bisogni primari della scuola (dalla carta igienica ai pennarelli e la colla) a cui insegnanti e genitori contribuiscono, con maggior o minor fatica. E' un aspetto dello stare insieme, del fare comunità (se non vogliamo vederla 'tutta nera'...)

E' vero: purtroppo esistono scuole di serie A e scuole di serie B, ma esiste (ed è intatto) l'intento educativo che muove noi insegnanti a modulare le proposte didattiche al nostro contesto. Ho visto scuole che, pur non avendo LIM o registro elettronico , hanno sfruttato un piccolo pc dell'insegnante per fare didattica in classe (pensa a LibreOffice, che è un software totalmente gratuito), riportando solo alla fine quello fatto in classe con materiale di uso comune. Non è molto rispetto alle potenzialità dei grandi strumenti tecnologici, ma è già un segnale di non essersi arresi. 

Poi c'è Raspberry un 'piccolo computer da 40 euro' che può diventare una risorsa per la scuola. Magari conoscendone i potenziali usi, le insegnanti potrebbero mettere 5 euro a testa (faccio un esempio...) per comprarlo, senza dover sempre chiedere ai genitori una mano. Prendiamolo come una sorta di investimento a lungo termine per l'Istituto dove si lavora...

Infine, non possiamo non disdegnare le iniziative di alcune catene di supermercati che consentono alle scuole di acquistare a punti materiale scolastico . Certo, se ne potrebbe leggere gli aspetti in negativo (rimane una sorta di vincolo al consumo, un ricatto del privato al pubblico, ecc), ma preferisco personalmente coglierne le implicazioni positive, ovvero sostenere l'acquisto di materiale che possa migliorare la didattica in tutti gli istituti di Italia.


Certo, queste non sono soluzioni alla drammatica esperienza a cui facevi riferimento, ma uno stimolo a non arrendersi (:

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Re: Riflessione: la tecnologia non è sempre a portata di tutti
by ABBARCHI SILVIA - Monday, 31 October 2016, 6:37 PM
 

Ciao a tutti,

io penso che in tutte le nostre scuole (ahimè) possiamo trovare il bambino che possiede un computer, un tablet, un e-book ecc.. così come il bambino che dura fatica ad avere due penne e due quaderni ma, proprio per questo motivo, penso che la scuola dovrebbe  offrire ai suoi alunni  delle occasioni per accedere a tutto un patrimonio di conoscenze e possibilità ( riguardanti la tecnologia ma anche lo sport e la musica per esempio) che quotidianamente non è purtroppo accessibile a tutti. Ben vengano allora forme di collaborazione tra insegnanti e genitori per portare in classe un vecchio computer, l'utilizzo del Raspberry come dice Eleonora e l'acquisto di materiale scolastico attraverso una raccolta punti.  E' anche vero che queste sono parole  poi ci si deve scontrare con la nostra realtà,   ma a partire da ciò che abbiamo e da quello che possiamo fare è bene comunque cercare di creare delle occasioni che vadino ad accorciare le distanze tra i bambini presenti nella scuola.

Buona serata,

Silvia

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Re: Riflessione: la tecnologia non è sempre a portata di tutti
by FORMICONI ANDREAS ROBERT - Monday, 7 November 2016, 10:32 PM
 

Condivido le risposte di Eleonora e Silvia a questa più che giustificata obiezione di Martina. Verissimo. Proprio per questo occorre che la scuola si faccia più consapevole del valore etico (e anche della convenienza) dell'impiego di software liberi e hardware a bassissimo costo. In classe si può fare un server per una rete locale privata ocn il Raspberry - l'Entbox che sto usando nei laboratori del venerdì - dal valore di 50 Euro, che funziona per tutta la classe. Inoltre, ci sono rivenditori che offrono hardware a bassissimo costo, magari riciclato, dove gira Linux. Il Prof. Bandini usa proprio uno di questi per se! Credo che l'abbia pagato circa 50 euro, appeno lo vedo glielo richiedo. Ci vorrebbe veramente poco affinché le scuole si dotassero di un minimo di simile strumentazione minimale.