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Comunicazione efficace, formazione, libertà

 
Immagine LAURA PASSARELLI
Comunicazione efficace, formazione, libertà
di LAURA PASSARELLI - giovedì, 30 marzo 2017, 10:54
 

 E' un po’ che mi ribolle la faccenda della comunicazione efficace.

 Riprendendo il discorso di ieri e facendo un breve sunto per chi non c'era: Professore non si illuda di essere fuori dal circuito della comunicazione accattivante. Come accennavo, per me la comunicazione non può non esserlo. Per forza di cose devi arrivare al mittente, e lo fai solo ed esclusivamente se attiri la sua attenzione. Non è  accattivante solo un’immagine colorata o un aspetto piacevole dal punto di vista estetico, musicale ecc ecc. Lo è anche il Suo essere fuori dagli schemi, proprio perché stona col circostante, brilla e attira. Purtroppo (lo dico con una vena di malinconia), Lei è atipico perché  ci sprona a pensare, prova a darci qualcosa che non sia una mera nozione accademica… e questo è molto triste perché invece dovrebbe essere la “normalità” (altro concetto su cui si potrebbe scrivere una tesi). Come dicevo ieri, lo studente che Le traduce alle due di notte l’articolo in italiano lo farà per due motivi: perché sa che aumenta il voto se dà un impegno ulteriore (e magari non gli pesa tanto) o perché lo fa per piacere personale. Nel primo caso ha messo in atto un meccanismo di ricompensa  che può falsare un attimino l’analisi: quanto incide sulla motivazione? Forse si dovrebbe analizzare il peso che si dà al voto finale (tipicamente molto alto per lo studente medio) ma di poco valore per Lei. Nel secondo sarebbe da rispondere a domande del tipo: qual è la motivazione che spinge qualcuno a sforzarsi? Cosa piace? Per quel che mi riguarda la libertà di espressione, il clima rilassato che invita alla libera circolazione di idee. Va da sé che la base ci deve essere, e quindi è essenziale una buona dialettica, una capacità di espressione decente e una chiarezza espositiva minima che permetta di seguire il discorso.

La libertà: non è da sottovalutare. Ci sta lasciando liberi, per quanto il sistema lo possa permettere. E dal momento in cui si lascia un individuo libero ci sarà inevitabilmente il rischio di perderlo (se non è obbligatorio, chi me lo fa fare??? vedi l'esempio dei corsi di aggiornamento), ma se rimane lo fa per scelta e a quel punto vengono fuori le cose belle. 

Formazione formale, informale, non formale: ha senso categoricizzare? non possiamo forse trovare l'una all'interno dell'altra? non siamo forse all'interno dell'università (formale), ma stiamo mettendo in atto una miriade di occasioni di informale? E poi, sarà formalmente formale(che bel gioco di parole!!) per noi perchè abbiamo un esame, un voto e dei cfu, ma il feedback che riceve il professore non è forse esso stesso un episodio di formazione informale? 

E quindi, oltre agli scioglilingua e al mal di testa che viene nel seguire i pipponi filosofici, ha davvero senso definire o sarebbe più proficuo ammettere che alcune cose non posso non essere così e tanto vale coglierle nella loro ricca complessità?

Ripropongo alcune domande di ieri nella speranza di avere qualche opinione esterna sorridente




Immagine SILVIA PENNINI
Re: Comunicazione efficace, formazione, libertà
di SILVIA PENNINI - giovedì, 30 marzo 2017, 15:34
 

Ciao Laura,

concordo pienamente con te. Ieri, con il tuo intervento a fine lezione, hai esplicitato esattamente quello che stavo provando anch'io ma che, probabilmente per inesperienze di questo genere, non avrei saputo esprimere. Infatti, come scrivi anche te, un corso impostato in questo modo è atipico per noi studenti. Così, nella migliore delle ipotesi, ci troviamo semplicemente confusi da un modo di fare che ci accompagna fin fuori dall'aula con un sacco di domande. 

A mio avviso la parte entusiasmante di questo aspetto è che, proprio grazie alla libertà di cui parli, ciascuno può sottolineare o cogliere spunti diversi dagli argomenti trattati e, tornando a casa, aprire svariate riflessioni, più o meno profonde (lo stralcio di "Vita vera" che il Prof. ha raccontato ieri, ad esempio, mi ha permesso di fare un parallelismo con una simile situazione che sto vivendo nel mio comune - ha permesso così che io stessa allargassi la visione sul problema che mi riguarda).

Per quanto riguarda la categorizzazione formale-non formale-informale concordo sul fatto che, pur trovandoci in un contesto formale (l'università), stiamo attivando innumerevoli occasioni di apprendimento informale. Un esempio per tutti: ieri il Prof ha parlato della capacità di vedere un problema imprevisto come un'occasione, riguardo l'utilizzo degli strumenti tecnologici, collegandolo all'utilità del coding nella scuola. Ecco, è sufficiente allargare leggermente lo sguardo per comprendere che il trasferimento di questa capacità (cogliere un problema come occasione/risorsa/opportunità) nella vita quotidiana (e poi professionale), come vero e proprio atteggiamento, sarebbe una conquista più che auspicabile. 

Mi sento di dire che quindi non sia tanto rilevante attuare la distinzione categorica di cui si è parlato, che infatti ci conduce a vedere formale-non formale-informale influenzarsi vicendevolmente. Piuttosto il vero cambiamento e dunque apprendimento sembra essere ad un meta-livello: nello sperimentare nuovi punti di vista, nuovi stili d'insegnamento/apprendimento e farli propri.

Ti ringrazio per aver condiviso il tuo pensiero, per me è stato stimolante e interessante. Spero che sentiremo altri pareri ;)

Immagine ANDREAS ROBERT FORMICONI
Re: Comunicazione efficace, formazione, libertà
di ANDREAS ROBERT FORMICONI - giovedì, 30 marzo 2017, 22:49
 

Per ora mi limito a dire che avervi indotte a criticare forse l'unica categorizzazione (formale, non formale, informale) che ho citato è davvero un bel colpo! Naturalmente condivido sorridente

Immagine ANDREAS ROBERT FORMICONI
Re: Comunicazione efficace, formazione, libertà
di ANDREAS ROBERT FORMICONI - martedì, 4 aprile 2017, 17:08
 

Ho provato a rispondere

Immagine LAURA PASSARELLI
Re: Comunicazione efficace, formazione, libertà
di LAURA PASSARELLI - martedì, 4 aprile 2017, 19:21
 

Sperando vi susciti il sorriso che ha tirato fuori a me. 

A volte un cartone riesce ad esprimere concetti molto grandi con poche e semplici immagini. 

Mi permetto di "rispondere" con un corto della pixar che si intitola Alike (  )

Non perchè voglia banalizzare gli argomenti posti in gioco, che di per sè sono talmente complessi da ridicolizzare il mio pallido tentativo di qualche giorno fa di esprimerli scrivendone.

Ma perchè, a mio parere, calza a pennello con tutto ciò che riguarda il nostro discutere sul modo di fare didattica. La stereotipizzazione e l'assenza di colore che la routine e la vita grigia inducono, il colore caldo e spumeggiante del bambino e la sua creatività nel disegnare le lettere dell'alfabeto.

E poi il gesto del genitore, che rompe lo schema. E' ciò che, a parer mio, fa un buon insegnante. E mi ricollego alla similitudine  del concime, al tendere verso quel qualcosa che in fondo non si sa che frutti dà, ma non si vede altra strada, altro modo per riaccendere i colori. 

Ciao a tutti!

Immagine ANDREAS ROBERT FORMICONI
Re: Comunicazione efficace, formazione, libertà
di ANDREAS ROBERT FORMICONI - martedì, 4 aprile 2017, 23:14
 

sorridente