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Quando la tecnologia diventa fonte di distrazione

 
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Quando la tecnologia diventa fonte di distrazione
by BIANCHI ELENA - Thursday, 13 October 2016, 11:14 PM
 

Ciao a tutti!!

Ho avuto modo di confrontarmi con colleghi e amici sull'uso sempre più illimitato della tecnologia attraverso tablet, PC, smartphone per connettersi a social network o giochi online. La domanda che mi sorge spontanea è la seguente: quanto la nostra capacità di essere "social" ci distrae dal mondo in cui viviamo? 

Per fare un esempio concreto penso alle mie capacità di concentrazione durante i primi anni delle scuole superiori, dove non possedevo uno smartphone e non ero iscritta a nessun social network. Oggi devo riscontrare,  ahimè, che impiego molto più tempo per studiare o svolgere le mie consegne universitarie perché sempre più attratta (o distratta) dalle tecnologie.

Succede anche a voi? Cosa ne pensate in proposito?

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Re: Quando la tecnologia diventa fonte di distrazione
by VELOCE MARTA - Friday, 14 October 2016, 12:31 AM
 

Ciao Elena. Ti capisco perfettamente. Anche io mi distraggo, anzi, mi lascio distrarre dalle tecnologie, spesso. 

Credo che sia un problema comune a molti. Qualche giorno fa, in biblioteca, ho deciso di fare un piccolo esperimento: ho alzato spesso la testa dal libro e mi sono guardata intorno, per vedere che cosa stessero facendo gli studenti intorno a me. E mi sono accorta che la maggior parte di loro, tutte le volte che mi guardavo attorno, stava compiendo qualche attività con il cellulare (scrivere messaggi, giocare, curiosare su facebook) e il libro rimaneva aperto dietro al dispositivo... in attesa di essere letto!

Purtroppo capita anche a me. Riesco ad impormi un'autodisciplina piuttosto rigida al proposito, quando si tratta di concentrarmi, ma ammetto che non è sempre semplice. 

Certamente: credo che le tecnologie distraggano molto. 

Mi chiedo anche però: non saremo forse un po' "stufi" della solita didattica "Leggi, memorizza, ripeti?" 

Quando sono intenta a progettare qualcosa, quando sono impegnata in una conversazione importante o avvincente, quando faccio esperienze relazionali profonde, quando svolgo un'attività in cui sono emotivamente coinvolta, quando leggo un libro appassionante.... difficilmente il cellulare mi distrae! Non ci penso; ho di meglio da fare!!

Credo che ci sia tanta sterilità e tanta noia in alcuni tipi di didattica. Ritengo che l'apprendere venga spesso "appiattito" su un tipo di attività che è solo una delle possibili attività di apprendimento: LEGGERE, MEMORIZZARE, RIPETERE. E questo, ahimè, avviene anche ai livelli più alti della formazione: all'Università! A volte dobbiamo progettare, costruire, proporre. Ma non sempre a queste attività viene riconosciuto lo stesso valore (anche in termini, banali, di CFU) dello studio, propriamente inteso.

Eppure, costruire qualcosa insieme o progettare, confrontarsi o ricercare non è forse studio?

Approfondire ciò che più appassiona, immergendosi in una biblioteca piena dei più disparati volumi, non è forse apprendere? E non si apprende forse di più andando a cercare ciò che ci interessa e fermandoci dove non ci "serve" più, piuttosto che leggendo pagine e pagine di un testo, solo perché ci è stato suggerito dall'esterno?

Perché dobbiamo imparare tutti le stesse cose? Perché oltre 300 studenti devono studiare lo stesso libro per poter essere ritenuti preparati e competenti su una stessa disciplina? Non potremmo forse leggere 300 testi diversi e contribuire a co-costruirne uno che proponga e riassuma le più interessanti questioni toccate da tutti, inserendo ciascuno il proprio contributo? Non potremmo forse servirsi di quelle tecnologie, che oggi tanto ci distraggono, per allestire un ambiente di scambio e condivisione? In questo modo ogni studente leggerebbe un solo testo per intero, e ricaverebbe spunti e conoscenze da altri 300, prima ancora di averne mai sentito parlare. Magari poi potrebbe scegliere quelli che più preferisce! La realtà è troppo complessa per poter essere racchiusa e controllata... e la conoscenza è troppo vasta per poter essere posseduta e dominata.

Questo corso, questa comunità online, si muove in tale direzione. Potremmo riflettere sulla sua utilità per promuovere un VERO cambiamento di certe "rigidità formative" , anche universitarie a volte, che sono molto tradizionali e superate, a mio parere!

Voi che ne pensate?

Scusami Elena, sono partita da una tua riflessione e ne ho sviluppata una del tutto diversa;);) Però la tematica che ho "lanciato" mi tocca molto in questo periodo della mia vita!;)

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Re: Quando la tecnologia diventa fonte di distrazione
by NIBI FEDERICA - Friday, 14 October 2016, 9:10 AM
 

Ciao Elena,

questo è sinceramente un argomento sul quale, anche io, mi interrogo molto. Credo molto negli aspetti positivi apportati dalle tecnologie, sia in ambito didattico che nei contesti di vita quotidiana.
Ma, come in ogni cosa, se vi sono aspetti positivi, ve ne sono anche alcuni negativi.

Spesso, troppo spesso, la tecnologia sta diventando davvero una fonte di distrazione, un isolamento dalla vita "reale" (probabilmente reale non è neanche il termine adeguato in questo caso). Lo notiamo anche nei contesti di vita sociale (dal bimbo che in pizzeria si isola con tablet/smartphone, al nostro stato di -si può dir così- "malessere", ogni qual volta il nostro smartphone sia scarico).

Mi sono sempre domandata se, ad oggi, esistessero ricerche in merito agli effetti della tecnologia sulle capacità attentive e sulla concentrazione. Oggi, incuriosita dal tuo intervento, ho fatto alcune ricerche.

Ti allego un estratto da questo articolo online che mi è sembrato significativo:

Poca memoria e capacità attentive

In passato avere buona memoria era un’abilità importante; ora, nell’era di google, in cui praticamente qualsiasi informazione è immediatamente a portata di mano, non ci preoccupiamo di ricordare…chi ha bisogno di memorizzare la capitale del Mozambico, quando si può semplicemente chiedere a Siri?

Nel 2007, un neuroscienziato ha intervistato 3.000 persone e ha scoperto che gli intervistati più giovani hanno meno probabilità di ricordare le informazioni personali di base, come il compleanno di un parente o anche il proprio numero di telefono. Allo stesso modo, gli studi hanno dimostrato che i calcolatori possono diminuire semplici competenze matematiche. Alcune persone non sono più in grado di navigare nella loro città senza l’aiuto del GPS.

I Social media e Internet hanno anche dimostrato di ridurre i nostri tempi di attenzione. Gli individui immersi nei media digitali hanno difficoltà a leggere libri per lunghi periodi di tempo, e spesso “sfiorano” articoli on-line piuttosto che leggere ogni parola. Questo fenomeno può essere particolarmente preoccupante per i giovani, i cui cervelli sono più malleabili e, di conseguenza, potrebbero non riuscire a sviluppare le capacità di concentrazione.

Federica

NB:
La mia non è, assolutamente, una critica alle tecnologie. Si tratta piuttosto di una valutazione di limite concreto di queste per capire come poterlo risolvere nelle nostre vite quotidiane.


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Re: Quando la tecnologia diventa fonte di distrazione
by BIANCHI ELENA - Friday, 14 October 2016, 10:05 AM
 

Grazie per lo spunto Federica, davvero molto interessante!

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Re: Quando la tecnologia diventa fonte di distrazione
by CIONI EVA - Friday, 14 October 2016, 11:21 AM
 
Ciao Elena,
sì, è vero la mia impressione è che usando la rete si sia sempre in contatto con tutti, ma allo stesso tempo subentra un senso di isolamento che si traduce in: "io da sola col mio smartphone".
Con i cellulari di oggi, ci raggiungono in ogni momento notifiche da Facebook, whatsapp, instagram, twitter, email che ci invitano a restare ore isolate dal resto del mondo.
Come hai detto tu, anch'io impiego più tempo a studiare con tutte queste distrazioni.
Questo succede non solo nello studio, ma anche nella vita quotidiana: quante volte vediamo gruppi di ragazzi che passeggiano oppure seduti al tavolo di un ristorante, ciascuno con in mano il proprio smartphone di ultima generazione, mentre muovono freneticamente le loro dita sullo schermo del cellulare.
Mi verrebbe da pensare che sono usciti insieme per stare in compagnia o per fare gruppo, ma invece tra loro regna un assoluto silenzio.
Io sono favorevole alla diffusione delle nuove tecnologie nella vita quotidiana in quanto ci facilitano la vita, ci permettono di comunicare in tempo reale e di essere sempre raggiungibili, purché se ne faccia un uso corretto.
La scuola, con la famiglia, è il luogo più idoneo perché si possa intraprendere una vera e propria educazione all'uso appropriato di queste tecnologie.

Eva
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Re: Quando la tecnologia diventa fonte di distrazione
by GIANNINI ALESSIA - Friday, 14 October 2016, 12:54 PM
 

Io sinceramente non sono distratta dalle tecnologie, "3 uso come tutti, ma se dico di studiare, studio, non sento la necessità di aprire continuamente WhatsApp o i social!

Sinceramente da quando posso usare internet studio anche meglio perché posso approfondire ciò che dice il libro con altre fonti.

Alessia 

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Re: Quando la tecnologia diventa fonte di distrazione
by CARLI GIOVANNI - Friday, 14 October 2016, 2:30 PM
 

anche io devo stare attento a non farmi fagocitare dai continui messaggi, è vero, è un'educazione che bisogna per primi imparare per capire.

per esempio con questo forum, io che voglio leggere tutto, mi faccio arrivare le notifiche via mail e poi ho deciso che mi metto a leggerle nella pausa pranzo o al limite la sera quando sono a casa, altrimenti sono continuamente distratto. 

un po' come spengere il cellulare quando sono al cinema.

Interessante tema di riflessione!

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Re: Quando la tecnologia diventa fonte di distrazione
by PRATESI VALENTINA - Friday, 14 October 2016, 2:57 PM
 

Elena hai ragione, la tecnologia spesso diventa fonte di distrazione e sempre più ce ne stiamo accorgendo. Dovremo riuscire a cercare di stabile un equilibrio tra l'essere connessi sul web e l'essere connessi con la realtà che ci circonda quotidianamente.

Anche a me purtroppo capita spesso di passare ore a parlare con alcuni amici sui social, oppure distrarmi a guardare alcuni video mentre sto svolgendo altre attività ma sono anche consapevole che l'utilizzo di varie tecnologie mi ha sicuramente supportato varie volte, sia per quanto riguarda lo studio, sia per il semplice fatto di essere un mezzo di comunicazione molto veloce ed immediato.

 Dall'utilizzo delle tecnologie dobbiamo cercare di ricavare le potenzialità che esse comportano, ricordandoci sempre che non esiste solo un mondo unicamente digitale.

Valentina Pratesi

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Re: Quando la tecnologia diventa fonte di distrazione
by BALDINI NICOLE - Friday, 14 October 2016, 4:24 PM
 
Ciao Elena

Condivido a pieno la tua osservazione e questo mi offre lo spunto per analizzare la situazione dei bambini.

Come la maggior parte di noi sostiene, la tecnologia, oltre ad essere un importantissimo strumento per l'informazione, lo scambio di opinioni e molto altro, risulta essere una grande fonte di distrazione per adolescenti ed adulti.

Se questo vale per noi, come potrebbe incidere la tecnologia nelle vite dei bambini?

Secondo me la questione è duplice:

da un lato per i bambini di oggi sono abituati ad essere immersi nella tecnologia perché da sempre la vedono intorno a loro, non a caso vengono definiti "nativi digitali". Questo fa in modo che loro "non possono immaginare una vita senza tutte le tecnologie attuali" in quanto loro, non avendo mai sperimentato la loro assenza, (a differenza di noi) non posso fare paragoni.

dall'altro lato, nonostante siano abituati ad avere a che fare con la tecnologia fin dalla tenerissima età, questo provoca comunque distrazione, a maggior ragione tenendo conto della bassissima soglia di attenzione tipica dell'età infantile. Penso dunque che proporre, ad esempio applicazioni per svolgere giochi educativi o esercizi, possa essere contemporaneamente molto produttivo dal punto di vista didattico ma nello stesso tempo molto pericoloso dal punto di vista del mantenimento dell'attenzione.

Concludendo il mio ragionamento penso che sia necessario educare i bambini sicuramente ad usare le tecnologie ma moderarne l'uso in base alle esigenze educative e soprattutto alla loro capacità di attenzione.

Nicole

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Re: Quando la tecnologia diventa fonte di distrazione
by MARINI SARA - Saturday, 15 October 2016, 2:52 PM
 

Ciao Elena,

Grazie per aver condiviso con noi questo dubbio. Innanzitutto devo dire che la tecnologia è sempre stata un "qualcosa" che mi ha sempre incuriosito e a cui mi sono sempre interessata. Sicuramente, non possiamo negarlo, le tecnologie hanno portato tanto alla nostra società non solo in campo educativo, ma anche in campo medico etc. 

Ritengo opportuno quindi affermare che le tecnologie qualcosa di buono lo hanno portato.  Secondo me, a scopo educativo, la tecnologia ha sia dei limiti che delle cose positive. Personalmente, per quanto ho visto in una classe primaria nella quale svolgevo tirocinio, le tecnologie se usate nel modo giusto, possono solo incentivare l'apprendimento. Secondo me, quindi, il problema, sta nel chiedersi quale sia effettivamente il modo giusto.

Sara Marini

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Re: Quando la tecnologia diventa fonte di distrazione
by DEGL'INNOCENTI FIAMMA - Thursday, 10 November 2016, 2:12 PM
 

Sono totalmente d'accordo con te Sara, la tecnologia non può avere solo lati positivi, sarebbe utopico, la grande opportunità di connessione sociale e reperibilità immediata di conoscenze può essere sia positiva se usata correttamente sia negativa se utilizzata in modo compulsivo. L'attrazione "gravitazionale" che esercitano internet ed i social network devono essere compensati da un uso consapevole e non ossessivo sennò vanno, a mio parere, a ledere ciò che è realmente la nostra vita. Ogni medaglia ha due facce, resta a noi scegliere quale guardare.

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Re: Quando la tecnologia diventa UNA COPERTA DI LINUS...
by AIAZZI ELEONORA - Monday, 14 November 2016, 9:52 PM
 

Ciao Elena !

Con questo post hai fatto affiorare una consapevolezza che non a tutti appare così limpida.

Io, ad esempio, ho deciso di disinstallare dal mio smartphone Facebook: ero stufa dell'ipocrisia che vi regna, dell'ostentazione di tutto e di niente, delle persone che fanno esperienza solo per postarla sulla propria bacheca. Aprire Facebook per 'distrarmi un attimo' era diventata un'abitudine, una cattiva abitudine, anzi pessima. Così, l'ho disattivato. 

E ti dirò, si sta meglio... smile smile

Ps: quest'articolo può essere interessante...e pensare che è del 2007! Quali potrebbero essere ora i numeri di questa dipendenza- di questa "Coperta di Linus" come cita ,l'articolo- considerando ora il livello di tecnologia dei nostri smartphone, delle App e dei social network?

Picture of FORMICONI ANDREAS ROBERT
Re: Quando la tecnologia diventa UNA COPERTA DI LINUS...
by FORMICONI ANDREAS ROBERT - Tuesday, 15 November 2016, 10:13 AM
 

È vero, si sta meglio.

Picture of ABBARCHI SILVIA
Re: Quando la tecnologia diventa UNA COPERTA DI LINUS...
by ABBARCHI SILVIA - Monday, 21 November 2016, 9:39 PM
 

Buona sera a tutti,

oggi leggendo un quotidiano nazionale, ho letto due articoli di A. Belardetti che mi hanno lasciato molto perplessa. 

Riporto un breve passo del primo articolo "Sos adulti malati di smartphone, più vulnerabili dei ragazzini"  

 "La dipendenza da smartphone sta colpendo persone sempre più avanti con l'età: i dati Audiweb parlano di un utilizzo medio dei dispositivi in rete per due ore al giorno, che diventano 46 al mese: un'ora e 54 minuti nella fascia tra i 35 e i 54 anni, un'ora e 31 minuti tra 55-74. Nel vocabolario Zingarelli l'anno scorso è entrato di prepotenza il termine nomofobia (no-mobile) per descrivere la paura incontrollata di rimanere sconnessi dalla rete del telefonino. Ai giovani succede molto meno perchè sono nativi digitali...non si perdono nella realtà virtuale se hanno cose migliori da fare.." 

Nella pagina a fianco ecco un altro articolo dal titolo agghiacciante " Vanno curati come gli alcolisti, Lo psichiatra: ricadute senza fine". Qui si riporta un'intervista fatta al Dott. Tonioni del Gemelli, il quale spiega come gli adulti siano sedotti di più dalle nuove tecnologie rispetto a bimbi e adolescenti e parla di una vera e propria dipendenza patologica arrivando a definirla nevrosi. 

Ho pensato di condividere con voi questi due articoli di fronte ai quali mi sono posta solo una domanda " Che cosa sta succedendo?", ma non ho trovato risposte..

Buona serata,

Silvia